Como cambia. Cresce. Si evolve.

Soprattutto si svuota di parcheggi, che ormai sono considerati una specie invasiva da eliminare con urgenza.

Un tempo c’erano le strisce bianche, poi sono diventante, blu, poi sono sparite.

Il residente comasco, oggi, non cerca più parcheggio: pratica archeologia urbana.

A Como il concetto è semplice:
hai la macchina? Errore tuo.

Abiti in centro? Peggio.
Vivi lì da trent’anni? Irrilevante.
Hai il pass residenti? Carino. Tienilo come souvenir.

Perché il nuovo modello di mobilità lariana è chiaro:
– il turista parcheggia
– il residente si arrangia

Il comasco paga tutto, naturalmente: bollo, assicurazione, pass, tasse varie e – novità 2026 – il corso intensivo di meditazione zen per accettare che tornerà a casa a piedi da Piazza Cavour.

I parcheggi vengono eliminati “per la vivibilità”.
E infatti la città è vivibilissima:
non ci vive più nessuno.

Il Comune rassicura: “stiamo lavorando per una mobilità sostenibile”.
Sì: sostenibile solo se non abiti a Como.

Alla fine il problema non è trovare parcheggio.
Il problema è capire per chi è pensata questa città.

Perché una città dove parcheggiano tutti tranne chi ci vive
non è sostenibile.
È solo molto ben fotografata.